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Perché celebrate i culti di domenica e non rispettate il sabato?
E' interessante notare che, a differenza di quello che avviene ai giorni nostri, la Bibbia identifica il sabato e non la domenica come il settimo giorno della settimana e per questa ragione la domenica viene definita come "il primo giorno della settimana". Fatta questa premessa, occorre stabilire per quali ragioni bibliche e storiche è avvenuto questo cambiamento. Innanzitutto la domenica ebbe fin da subito una valenza particolare per i cristiani perché fu di domenica che Gesù resuscitò e fu sempre di domenica che lo Spirito Santo fu sparso: "Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni" (Marco 16:9). Dalla Parola di Dio emerge chiaramente che già i primi apostoli erano usi utilizzare il primo giorno della settimana (cioè la domenica) come giorno speciale per gli incontri della comunità, tanto è vero che Paolo diede istruzioni sia ai Galati che ai Corinti di raccogliere le offerte proprio in quel giorno: "Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle chiese di Galazia, così fate anche voi. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare." (1Corinzi 16:1,2). Sempre nel primo giorno della settimana possiamo vedere i discepoli riuniti a spezzare il pane: "Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte." (Atti 20:7). Inoltre qualche anno dopo quando Giovanni scrisse l'Apocalisse usò esplicitamente l'espressione "il giorno del Signore" per definire la domenica: "Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba" (Apocalisse 1:10). La parola "domenica" che usiamo ai giorni nostri ha infatti origine dall'espressione "dies dominicalis" che letteralmente significa proprio "giorno del Signore". Come è avvenuto storicamente questo passaggio dal sabato alla domenica? Per comprendere meglio questo cambiamento bisogna considerare che i primi cristiani erano praticamente tutte persone cresciute nell'ebraismo. Nei primi tempi gli apostoli come Paolo continuarono a frequentare le sinagoghe di sabato, come troviamo scritto in Atti 18:4: "Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci". Tuttavia gli stessi cristiani sentirono fin da subito il bisogno di ritrovarsi solo fra di loro ed ecco spiegato perché negli Atti e nelle epistole di Paolo troviamo i riferimenti agli incontri avvenuti il primo giorno della settimana. Ciò significa che per un certo periodo i credenti cristiani tennero in un certo senso il piede in due scarpe, ossia al sabato andavano nelle sinagoghe a testimoniare di Cristo e alla domenica si trovavano fra di loro, anche perché per esempio non potevano celebrare la Santa Cena - che è una commemorazione esclusivamente cristiana - durante i culti ebraici. I gentili - ossia coloro che non provenivano dal mondo giudaico - una volta convertiti al Cristianesimo adottarono subito la domenica (vedi i versetti di Paolo ai Corinti e ai Galati), mentre per i convertiti provenienti dal mondo ebraico ci vollero più anni per accettare questo passaggio che però avvenne già ai tempi in cui fu scritta l'Apocalisse, così come riportato da Giovanni nel capitolo 1. E' vero che noi cristiani discendiamo spiritualmente dagli ebrei e che per noi valgono ancora gli insegnamenti morali della Legge data a Mosé perché essi ci permettono di capire ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. E' altresì vero però che con la venuta di Gesù Cristo viviamo sotto una nuova economia in quanto siamo passati dalla schiavitù della Legge alla libertà della Grazia. Se mantenessimo lo stesso atteggiamento che gli ebrei hanno nel confronto del sabato finiremmo col ritornare sotto la schiavitù della Legge e trascureremmo così la grande libertà che si ha in Gesù Cristo: "Se sapeste che cosa significa: "Voglio misericordia e non sacrificio", non avreste condannato gli innocenti; perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato" (Matteo 12:7-8). Ritornare alla celebrazione del sabato secondo la legge di Mosé significherebbe ripetere lo stesso errore commesso da coloro che duemila anni fa volevano applicare la legge della circoncisione anche per i cristiani. Paolo nelle sue epistole ci spiega che la circoncisione rappresentava un patto molto importante tra il Signore e il Suo popolo, ma nel contempo questo patto aveva perso il suo senso perché con la venuta di Gesù Cristo i credenti possono vivere nella piena libertà dello Spirito: "Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù. Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. Dichiaro di nuovo: ogni uomo che si fa circoncidere, è obbligato a osservare tutta la legge. Voi che volete essere giustificati dalla legge, siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. Poiché quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore." (Galati 5:1-6). Anche dal punto di vista della ricerca storica si può riscontrare come già ai primissimi tempi del Cristianesimo vi era l'usanza di incontrarsi la domenica. Per esempio, Ignazio (discepolo di Giovanni morto attorno all'anno 110 d.C.) scrisse che "i cristiani non sabbatizzano" e Giustino Martire riferì che "nel giorno detto del Sole, avviene nello stesso luogo un concorso di tutti quelli che dimorano in città od in campagna; e si leggono quando si può, le memorie degli apostoli (vale a dire gli Evangeli, che, secondo l'uso classico, si chiamano a cotesto modo) ecc". Il giorno del Sole, dedicato cioè al Sole o al culto del Sole secondo i pagani, è la domenica cristiana (Tedesco: Sonntag; inglese: Sunday). Fino ad ora si sono viste le ragioni bibliche, simboliche e storiche per cui si è cominciato a svolgere i culti cristiani di domenica, ma a questo punto è doveroso precisare che i cristiani sono chiamati ad adorare e servire il Signore tutti i giorni e non solo la domenica, perché ciò che conta veramente non è il giorno della settimana. La stessa Parola di Dio ci esorta dunque a non diventare schiavi di queste liturgie e tradizioni, le quali non fanno altro che allontanarci dalla semplicità della fede: "Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati, che sono l'ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo" (Colossesi 2:16,17), "ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni!" (Galati 4:9,10).
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