Vita nella comunità cristiana


Appartengo alla mia comunità oppure la frequento solamente?


Questa domanda dovrebbero porsela tutti i cosiddetti "credenti". La chiesa di Dio è composta da persone che hanno accettato la salvezza credendo nel sacrificio di Gesù sulla croce. Questo è chiaro per tutti. I diritti ce li prendiamo e li afferriamo (giustamente) con tutte le nostre forze, ma… di doveri… su questo punto molti preferirebbero sorvolare.

La volontà di assolvere a dei doveri magari c'è anche, ma la nostra natura umana (che non è scomparsa al momento della nuova nascita - cfr. Giacomo 1:13-15) ci spinge sempre verso il basso ed è attirata più dai diritti.

La Parola di Dio ordina ai cristiani di riunirsi per adorare (cfr. Ebrei 10:23-25) quindi non sono scusati quei "fratelli" che trovano altro da fare. Un caro servo di Dio un giorno disse: "se dici di essere troppo occupato per pregare o per andare ai culti, allora sei davvero TROPPO occupato…" Aveva proprio ragione, quindi togliamo via ogni impedimento e mettiamo al primo posto Dio e la famiglia di Dio (che è la nostra vera famiglia).

Ci sono fratelli che in buona fede dicono: "ma che male c'è se non vado alle riunioni infrasettimanali, tanto posso pregare in casa e fare un culto famigliare…" Rispondiamo a questi cari che la Bibbia bisogna leggerla per intiero. Se si legge solo in parte, allora si avrà una parziale verità.

La Bibbia ci parla del culto personale, famigliare, e del culto comunitario, e questi sono importanti allo stesso livello. Non dobbiamo infatti limitarci a leggere il versetto che dice: "Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fa' orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
Ci sono tanti altri versetti per esempio negli Atti degli Apostoli dove vediamo chiaramente come i primi cristiani si riunivano, stavano in comunione fraterna, in comunione con il Signore e avevano creato addirittura una struttura di cui ogni membro ne faceva parte collaborando e mettendo a disposizione tutto il suo tempo e la sua vita al servizio di Dio.

È proprio da qui che voglio allacciarmi per porre una domanda, a me e a tutti quelli che leggeranno queste righe: "Faccio io parte della mia comunità, oppure la frequento solamente?" Questo è fondamentale per la nostra crescita e per la crescita dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che ci stanno accanto.

Non dobbiamo dimenticarci che la nostra comunità non si tiene in piedi da sola, ma è formata da persone che sospinti dallo Spirito di Dio, si sforzano di farla andare avanti.
Io, noi, cosa stiamo facendo per la nostra comunità? Sfruttiamo e ci sfamiamo di quello che è già pronto in tavola, oppure apparecchiamo noi stessi e prepariamo noi stessi il cibo che il Signore ci vuole donare?

Nella vita di una comunità ci sono molti lavori da svolgere, e se non li fa nessuno, resteranno incompiuti. Non sto qui ad elencarli tutti perché sono veramente tanti, ma per rinfrescare la memoria di qualcuno ne citerò diversi, di modo che chi è sempre venuto in chiesa solo per ricevere, sappia che è chiamato anche a dare. Non solo a venire al culto TUTTE le volte che c'è una riunione, ma anche fare parte di tutta quell'organizzazione preziosa che ci sta dietro.

Pulire il pavimento della sala non sarà forse un lavoro gratificante, ma è necessario, e io penso che se una sorella (e perché no, un fratello) non è sospinto dallo Spirito e dall'amore di Dio, non si "abbasserà" mai a fare un simile servizio.

Tra gli altri lavori possiamo ricordare anche la preghiera, la predicazione, il lavoro di evangelizzazione, la preghiera di intercessione per i fratelli e per il pastore, la musica, le visite ai fratelli sofferenti che per motivi di salute non possono essere presenti alle riunioni, le visite e telefonate ai fratelli per rafforzare la comunione fraterna, l'ospitalità, ecc…

Dobbiamo sentirci responsabili, anche nel nostro piccolo, all'interno della comunità dove il Signore ci ha messi. L'Iddio che ci ha salvati, ci aiuti anche ad essere cristiani seri e disposti a servirLo, anche nelle minime cose.

Avendo purificate le anime vostre coll'ubbidienza alla verità per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l'un l'altro di cuore, intensamente (1 Pietro 1:22)