La fede che persevera nell'attesa


Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. (Ebrei 11:30)

Gerico era ben chiusa e barricata per paura dei figli d'Israele; nessuno ne usciva e nessuno vi entrava. E il Signore disse a Giosuè: «Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. Voi tutti dunque, uomini di guerra, marciate intorno alla città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; e sette sacerdoti porteranno davanti all'arca sette trombe squillanti; il settimo giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti soneranno le trombe. E avverrà che, quand'essi soneranno a distesa il corno squillante e voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo lancerà un gran grido, e le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto davanti a sé». ...Così fecero per sei giorni. Il settimo giorno si alzarono la mattina allo spuntar dell'alba e fecero sette volte il giro della città in quella stessa maniera; soltanto in quel giorno fecero il giro della città sette volte. La settima volta, come i sacerdoti sonarono le trombe, Giosuè disse al popolo: «Gridate! perché il Signore vi ha dato la città. ... Il popolo dunque gridò e i sacerdoti sonarono le trombe; e quando il popolo udì il suono delle trombe lanciò un gran grido, e le mura crollarono. Il popolo salì nella città, ciascuno diritto davanti a sé, e s'impadronirono della città. (Giosuè 6:1:20)



Quando il settimo giorno il popolo d'Israele lanciò il suo grido le solide mura di Gerico caddero in un solo istante. Non fu però tutto semplice e immediato come sembra, visto che quel gesto fu preceduto da sei lungi giorni di marcia svolti con perseveranza e pazienza.

Nella parabola del giudice iniquo, Gesù ci fa comprendere quanto sia importante perseverare e insistere nella preghiera anche quando i risultati non arrivano subito: "In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: "Rendimi giustizia sul mio avversario". Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: "Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno, pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa"». Il Signore disse: «Ascoltate quel che dice il giudice ingiusto. Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti? Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18:2-8).

Nella Bibbia troviamo moltissimi esempi in cui l'esaudimento a della preghiere è giunto solamente dopo un lunghissimo periodo di attesa o a seguito di ripetuti atti di fede.
Per esempio Giacobbe combatté tutta la notte con l'angelo a Peniel e insistette a tal punto che alla fine fu benedetto: "E l'uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l'alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!»" (Genesi 32:26).

Un altro caso fu quello del re Naaman, il quale inizialmente considerava Dio come un semplice distributore di guarigioni immediate, ma poi per fede accettò ed eseguì con perseveranza il consiglio di Eliseo: "Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro». Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del Signore, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso.... Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito" (2 Re 5:10-14).

Similmente anche nel Nuovo Testamento, i primi discepoli ricevettero da Gesù l'ordine di attendere a Gerusalemme il riempimento dello Spirito Santo ed essi restarono in preghiera per ben dieci giorni prima di veder adempiersi la promessa del Signore: "Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni" (Atti 1:4,5).

Può capitare di sentirsi delusi quando si attende molto tempo senza vedere delle risposte a dei soggetti di preghiera, ma questo periodo è comunque da considerare come un tempo prezioso nel quale la nostra fede viene affinata e perfezionata: "sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti" (Giacomo 1:3,4).

Ciò che più conta è ricordarsi sempre che tutte le nostre preghiere non cadono a vuoto e a volte sono come delle piccole gocce che lentamente ma costantemente possono rompere anche la roccia più dura (come quella delle mura di Gerico): "Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso. Perché: «Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita" (Ebrei 10:36-39)