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E Mosè disse al popolo: «Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi per voi; infatti gli Egiziani che avete visti quest'oggi, non li rivedrete mai più. Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli». Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di' ai figli d'Israele che si mettano in marcia. Alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo; e i figli d'Israele entreranno in mezzo al mare sulla terra asciutta. Quanto a me, io indurirò il cuore degli Egiziani e anch'essi entreranno dietro di loro; io sarò glorificato nel faraone e in tutto il suo esercito, nei suoi carri e nei suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando sarò glorificato nel faraone, nei suoi carri e nei suoi cavalieri». ...Allora Mosè stese la sua mano sul mare e il Signore fece ritirare il mare con un forte vento orientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque si divisero, e i figli d'Israele entrarono in mezzo al mare sulla terra asciutta; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. Gli Egiziani li inseguirono e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri, i suoi cavalieri, entrarono dietro a loro in mezzo al mare. E la mattina verso l'alba, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola il Signore guardò verso il campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Tolse le ruote dei loro carri e ne rese l'avanzata pesante; tanto che gli Egiziani dissero: «Fuggiamo davanti a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani». Allora il Signore disse a Mosè: «Stendi la tua mano sul mare e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri». Mosè stese la sua mano sul mare e il mare, sul far della mattina, riprese la sua forza, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro. Il Signore precipitò così gli Egiziani in mezzo al mare. Le acque ritornarono e ricoprirono i carri, i cavalieri e tutto l'esercito del faraone che erano entrati nel mare dietro agli Israeliti. Non ne scampò neppure uno. I figli d'Israele invece camminarono sull'asciutto in mezzo al mare, e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. (Esodo 14:13-30)
A differenza di allora, i nostri nemici da combattere e sconfiggere non sono più uomini in carne ed ossa, dal momento che Gesù ci insegna ad amare e benedire anche coloro che ci odiano e ci perseguitano: "Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano" (Luca 6:27,28). Gli egiziani di allora simboleggiavano i veri nostri nemici attuali che
Paolo elenca nella sua epistola agli Efesini: "il nostro combattimento
infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le
potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze
spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Efesini
6:12). Anche per questo tipo di combattimento occorre la fede, perché il nemico delle nostre anime, cioè Satana, conosce perfettamente i nostri punti deboli e pertanto l'unico mezzo di difesa e contrattacco consiste nell'indossare l'armatura cristiana: "Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio" (Efesini 6:13-17). La fede è in effetti l'unico scudo capace di respingere gli attacchi del nemico, il quale si insidia attraverso le tentazioni, l'odio, l'incredulità: "Il Signore è la mia forza e il mio scudo; in lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta, e io lo celebrerò con il mio canto" (Salmo 28:7) e la parola di Dio, vivificata dallo Spirito Santo, ci rende vincitori così come dimostrato da Gesù che quando si trovò tentato da Satana nel deserto seppe replicare agli attacchi del nemico proprio attraverso i versetti della Parola di Dio. E' fondamentale non cadere nell'errore di pensare di combattere le proprie
battaglie spirituali attraverso le proprie forze umane. Possiamo fare
il massimo sforzo per non cadere in tentazione, ma alla fine i nostri
sforzi umani per non fare il male presto o tardi sono destinati ad essere
sconfitti.
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