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Per fede celebrò la Pasqua
e fece l'aspersione del sangue affinché lo sterminatore dei primogeniti
non toccasse quelli degli Israeliti. (Ebrei 11:28)
Il Signore diede a Mosé l'ordine di aspergere col sangue d'agnello
le porte delle case di tutta la comunità d'Israele, affinché
lo sterminatore risparmiasse i loro primogeniti. In effetti pregare per richiedere aiuto, protezione o per i propri bisogni potrebbe sembrare un'operazione inutile dal momento che anche Gesù testimoniò che il Signore sa già in anticipo tutto ciò che ci necessita: "Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate" (Matteo 6:8). Nel contempo però i Vangeli testimoniano come Gesù prima di compiere delle guarigioni chiedeva sempre alla persona in questione cosa volesse che Egli facesse. Il Signore infatti - pur conoscendo già tutto dal principio - gradisce la nostra richiesta di preghiera in quanto essa testimonia la nostra fede (e di conseguenza fiducia) in Lui: "Perciò ogni uomo pio t'invochi mentre puoi essere trovato; e qualora straripino le grandi acque, esse, per certo, non giungeranno fino a lui. Tu sei il mio rifugio, tu mi proteggerai nelle avversità, tu mi circonderai di canti di liberazione" (Salmo 32:6,7). Inoltre bisogna considerare che Gesù non interviene mai nella nostra vita contro la nostra volontà e prima di operare attende sempre che siamo noi ad aprirgli la porta: "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3:20). Ogni volta che chiediamo al Signore la Sua protezione dimostriamo la nostra dipendenza a Lui e avendo la consapevolezza che Lui ci ascolta e ci protegge non vi sarà nessun pericolo in grado di far vacillare la nostra fede: "Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti. Egli ci ha liberati e ci libererà [da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà] ancora. Cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie da molti per noi" (2 Corinzi 1:9-11). La Pasqua ebraica ha un valore particolare per noi cristiani dal momento che il sangue dell'agnello prefigura quello versato dal nostro Salvatore Gesù Cristo sulla Croce. Il sangue sugli stipiti delle porte fu un segno distintivo che preservò i primogeniti dalla morte, quello di Cristo invece ha un potere molto più alto poiché tutti quelli che si riparano ai piedi della Croce e si lavano nel sangue di Cristo ricevono la Vita Eterna: "Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia" (1 Pietro 1:18,19). Nell'arco della giornata può capitare più volte di richiedere la protezione a Dio (per esempio prima di mangiare o di affrontare un viaggio) e talvolta questa consuetudine rischia di trasformare la preghiera in un gesto rituale o addirittura scaramantico. Per questo motivo quando chiediamo soccorso e sostegno al Padre dovremmo avere la stessa attitudine e lo stesso spirito che ritroviamo nelle parole delle preghiere pronunciate da Davide: "Porgi orecchio, Signore, e rispondimi, perché io sono povero e bisognoso. Proteggi l'anima mia, perché ti amo. Dio mio, salva il tuo servo che confida in te!" (Salmo 86:1-2)
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