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Poi essi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?» Ed egli rispose: «È là nella tenda». E l'altro: «Tornerò certamente da te fra un anno; allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Sara intanto stava ad ascoltare all'ingresso della tenda, che era dietro di lui. Abraamo e Sara erano vecchi, ben avanti negli anni, e Sara non aveva più i corsi ordinari delle donne. (Genesi 18:9-11) e "Il Signore visitò Sara come aveva detto; e il Signore fece a Sara come aveva annunziato. Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato. Abraamo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. Abraamo circoncise suo figlio Isacco all'età di otto giorni, come Dio gli aveva comandato. Abraamo aveva cent'anni quando gli nacque suo figlio Isacco" (Genesi 21:1-5)
Si parla di miracolo quando Dio interviene in modo tale da sovvertire le leggi fisiche che regolano il mondo. La mancanza di spiritualità può indurre l'uomo a credere solamente a ciò che è possibile per queste leggi naturali, rigettando così tutto ciò che stravolge gli schemi della natura. Per questa ragione, sia Abramo in un primo tempo che Sara in seguito, quando ricevettero la notizia che avrebbero avuto un figlio alla loro età, ebbero come prima reazione un riso d'incredulità. Invece basterebbe considerare che quelle leggi fisiche furono create da Dio, il quale così come le ha create le può pure modificare in ogni momento. A quel gesto d'incredulità l'Eterno rispose a Sara con una frase che dovrebbe essere ricordata ogni volta che ci si trova di fronte ad un ostacolo che sembra insuperabile: "Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il Signore? Al tempo fissato, l'anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio" (Genesi 18:14). Dopo questo episodio Sara fece violenza alla sua razionalità e riuscì a credere nell'impossibile, in quanto aveva creduto che la parola del Signore è verità ed Egli non può mentire: "Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse" (Ebrei 10:23) Generalmente la fede cristiana viene considerata come un insieme di ottimi insegnamenti morali e di grandi miracoli accaduti in tempi molto lontani. Invece ancora oggi il Signore può compiere miracoli, guarigioni e liberazioni se solo noi avessimo la fede di ricercare queste cose. Non è un caso che nell'ultimo incontro coi suoi discepoli che precedette la sua ascesa in cielo, Gesù volle renderci consapevoli che nel Suo nome abbiamo una potenza tale da rendere tutto possibile: "Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno" (Marco 16:17-18). Ancora oggi il Signore opera, ma è necessario che le barriere che noi creiamo con i nostri pregiudizi vengano abbattute. Solo riponendo tutta la nostra fiducia in Dio potremo vedere questi miracoli anche nelle nostre vite e in quel momento potremo come Sara trasformare un sorriso di incredulità in una risata di liberazione: "Sara disse: «Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l'udrà riderà con me». E aggiunse: «Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia" (Genesi 21:6-7). I miracoli non sono però da considerare come uno spettacolo fine
a sé stesso.
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